ma dove sono finita?



Ed anche questo nuovo tirocinio è iniziato.
Si cresce, un altro po'.

 Giovedì sono andata a conoscere Chiara, la ragazza che mi farà da tutor e mi seguirà in tutto il progetto. Mi ha spiegato un po' come sarà svolto tutto il lavoro, cosa ci sarà da fare da subito, e cosa ci si aspetta di avere alla fine.

C'è tanto da lavorare e questa cosa mi stimola tantissimo a fare il massimo.
Da lunedì si inizia a fare sul serio.

Ma, per una cosa che mi gasa tantissimo ce n'è un'altra che davvero mi ha demoralizzato, i trasporti.

Partiamo dall'inizio: ho preso il mio bel trenino da Campbasso e sono arrivata ad Iseria. Una volta arrivata per capire da dove partisse la navetta e dove comprare il biglietto già è stata un'esperienza mistica , con la gente che ti risponde che non sa assolutamente niente e un unico bar che ha queste informazioni e vende i biglietti.
Una volta trovati i biglietti, capisco che le mie ricerche fatte nei giorni precedenti per gli orari erano giuste - povera illusa che credevi ci fosse un'errore - non c'è coincidenza tra il treno e la navetta che porta all'università. L'ho aspettata un'ora nel bel mezzo del nulla all'andata. A ritorno invece, per una grandissima botta de culo , l'ho trovata giusto fuori alla facoltà che stava ripartendo. ovviamente sulla navetta non è possibile fare il biglietto - e che te lo dico a fa' - e se non te lo sei procurato all'andata lì non c'è odo di farlo. Bene, l'autista mi dice che se non ho un biglietto con me, lo comprerò una volta arrivata in città (cioè dovrei comprare il biglietto dopo essere scesa dal bus? e che senso ha? mica poi dico all'autista di aspettarmi per convalidarlo. Boh, le sue parole non hanno senso quindi gli dico ok e le ignoro totalmente.
Nei giorni prima cercando gli orari di questa fantomatica navetta  avevo trovato solo il percorso e gli orari di andata e da nessuna parte quelli di ritorno. Chiedendo a qualcuno della zon,a mi era stata data una risposta vaga quasi quanto quella dell'autita del bus, ovvero che gli orari erano quelli anche per il ritorno. - Qualcosa non quadra (ignoro anche stavolta) - Solo dopo essermi messa sul bus del ritorno capisco: l'autobus fa un giro circolare e passa per le fermate solo in un senso e non nell'altro quindi io per ritornare in stazione ho dovuto faretutto il giro, passando per superstrada, strade di campagna e tutto il centro cittadino (fortuna che sia un buco) - Il mio mal d'auto ringrazia -
Ad un certo punto riconosco la strada da cui ero partita all'andata, bene, ci siamo. Arrivo in stazione e, ok un altra ora di attesa. Biglietteria ovviamente chiusa, quidi nessuno a cui poter chiedere informazione. Panchine zero. La sala d'attesa aveva un mini saletta con tre seggiolini rotti , inutilizzabili perchè cascavano a terra, una grandissima puzza di fumo e lo schermo che indica i treni in arrivo, rotto. Ottimo. Vabè rassegnata mi siedo in un bar, che a chiamarlo bar gli ho fatto un grandissimo complimento. Ottimo.
Per fortuna dopo un'ora arriva il treno che parte con undici minuti di ritardo, senza alcun motivo apparente, ma questo è il minimo.

Per fortuna da lunedì mi darà un passaggio Chiara e almeno tutta la parte assurda con la navetta e le attese interminabili potrò saltarla.

#thinkpositive, Gente.


Nessun commento:

Posta un commento

copyright © . all rights reserved. designed by Color and Code

grid layout coding by helpblogger.com