# Giono 27

Stazione di isernia;
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#Giorno 25

Ho deciso di aprire questa sottospecie di rubrica per raccontare i miei viaggi migliori in treno, da qui fino alla fine del mio pendolarismo. Tanto ormai sono rassegnata al fatto che di storie da raccontare ce ne saranno all'infinito.


Oggi  nuova perla: arrivo in stazione (viaggi di ritorno) e il tabellone dice che il mio treno è in orario. Bene, ma ormai non mi lascio convincere così facilemente. Vado sul binario e mi metto lì ad aspettare. Arriva l'ora in cui il treno sarebbe dovuto partire ma in lontananza non si vede arrivare nulla. Anche la capostazione conferma che il treno è in orario, ma nulla , non si vede. Dopo circa 15 minuti l'alto parlante annuncia l'arrivo del treno e finalemte questo arriva - Solo ora i tabelloni si aggiornano a segnare il ritardo effettivo del treno -.

 Partiamo, ed è già una gran cosa. Il trenino cammina spedito. Sembra andare tutto bene. Penso: "dai, 15 minuti di ritardo, che sarà mai."

Arrivati in un paesino sperduto, tale Cantalupo il treno si ferma. Stiamo fermi lì altri 15 minuti circa dopo di che passa un treno nella direzione opposta e noi possiamo riprendere il viaggio - ahh, la bellezza del binario unico -.

Ripartiamo. Ma, hei,c'è qualcosa di strano, questo treno sembra andare un po' troppo piano...
 Dopo una decina di minuti passa il controllore e una ragazza gli chiede per che ora sia previsto l'arrivo e lui ci comunica che sarebbe arrivato con circa 40 minuti di ritado, così lei gli chiede come mai e la risposta è: " dobbiamo andare a 30 km/h fino a "paese X" (Bojano) perchè ci sono dei rami che sporgono".

 No, aspetta. Torniamo un attimo indetro che non ho capito tanto bene.
Prima cosa : a 30 km/h ? cioè roba che se prendevo la bici facevo prima? - hei, Carlotta va veloce come un razzo -
Secondo: i rami che sporgono? Che siamo in jumanji che nel giro di mezza giornata sono spuntati dei rami che vogliono risucchiare il treno nel bosco? Non potevate pensarci all'inzio dell'estate a fare una potatura? No eh, scusate non vorrei che la  biologia di una pianta vi sconvolgesse la vita ma, sì devo dirvelo, le piante, al contrario dei vostri neuroni che non ritorneranno mai, loro crescono.

In conclusione: oggi il ritardo finale è stato di 50 minuti - in una tratta di 60 -. Chi offre di più? 
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Bologna, già inizi a mancarmi



Inizio già a sentire la tua mancanza, Bologna. Un piccolo magone nel pensare al fatto che non so quanto tempo dovrà passare ancora prima di rivederti.

Mi mancano i portici, ma non i portici e basta, i portici che ti riparano dal sole cocente ma sotto i quali fa comunque caldissimo, dai quali intravedi le facciate rosse e arancioni dei palazzi con il sole che, rimbalzandoci sù, li rende ancora più luminosi .

Mi mancano le serate, quelle in cui non hai bisogno della maglietta, quella in cui anche una gonna lunga e i capelli sulle spalle ti fanno caldo. Di quelle sera in cui seduti in un parco, o una piazza si va a bere una birra ghiacciata e l'aria è piana del vociare e ridere dei ragazzi.

Mi mancano le domeniche mattine deserente, in via del Borgo e i tramonti in macchina in via Saragozza.

Ci vediamo presto, Bologna.

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#Giorno 21


#giorno 21 

Torno nuovamente a scrivere dal treno, qui l'avventura sembra non finire mai.

All'andata tutto ok.
A ritorno, arrivo in stazione, corro subito a guardare il tabellone e ok il mio treno è in orario, partenza binario 1. 
Perfetto, mancano un paio di minuti quindi mi metto tranquilla sulla banchina ad aspettare con tante altre persone. Al binario due c'era un treno fermo con della gente a bordo, sembra tutto normale. Riguardo il tabellone elettronico sulla banchina del binario 1 che mi conferma ulteriormente che il mio treno partirà da lì. Dopo un minuto un signore con una camicia bianca attraversa allegramente i binari urlando: tutti a bordo, si parte. E poi qualcos'altro che sembrava fosse "Campobasso" ma il tutto mentre saliva sul treno ad un binario di distanza. (Il tizio in questione era il macchinista). Poi la voce dal megafono annuncia "il treno regionale per Campobasso è in partenza al binario  bucf" per ben due volte. Io e un altra ragazza ci guardiamo intorno chiedendoci cosa cavolo avesse detto, ricontrolliamo i tabelloni sui quali c'è scritto che il nostro treno partirà dal binario 1. Poi alla ragazza accanto a me viene il dubbio e urlando chiede al macchinista se quello fosse il nostro treno e lui ci dà risposta affermativa. 
Wow.
Corriamo verso il treno con i controllori che ci incitavano a correre. - Per fortuna siamo nel nulla e il capotreno ci aspetta- 
Bene sono sul treno. È anche in orario. Fantastico.

Superiamo Isernia e il treno si ferma. C'è un caldo allucinante ovviamente siamo fermi al sole e lìaria condizionata su questo ammasso di ferraglia incandescente non esiste. La gente farfuglia qualcosa, sento la parola "carabinieri" ma non riesco a capire di più. Stiamo fermi lì un mezz'ora circa, poco meno, poi il treno a passo d'uomo inizia a camminare . A quel punto capisco: un passaggio a livello è rotto e il treno non può attraversare. Però boh, alla fine siamo passati senza aspettare carabinieri o altro, due suonate di clacson e via... ok.
Siamo salvi? Cos'altro potrà succedere?
Alla stazione successiva (circa 10 minuti dopo) - stazione che in genere è deserta-  c'erano circa un centinaio di persone ferme ad aspettare proprio il treno su cui ero io. 
Appena si aprono le porte salgono tipo cavallette. 
Il treno ha solo due carrozze e tutti si ammassano nei due minuscoli corridoi. Probabilmente vengono dal treno precedente che si sarà rotto. 
C'è un bimbo riccio, biondo con gli occhiali da sole che si guarda intorno e urla alla nonna che deve fare merenda, dà un morso ad un cornetto. Poi basta, è già sazio.

Ora, tutti ammassati ed accaldati, stiamo per arrivare, mancano circa una ventina di minuti. Che sia la volta buona ?

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#Giorno 19


#giorno 19

Ore 9:43  siamo fermi da un quarto d'ora ad una decina di minuti dalla mia fermata. 
Treno rotto.
Fortuna che per la navetta dovevo aspettare un' ora, anche se a questo punto ho paura di non fare in tempo. In tutto ciò non va ne la 3g nè la linea normale.
 Il disagio continua.

Il controllore ha detto che sta arrivando l'altro treno. Forse dovremo fare il trasbordo di là.
Fino a settembre non so cosa potrà ancora succedere.

Ore 9:52 ora il treno sembra riesca a partire però, essendo binario unico dobbiamo aspettare il treno in arrivo.

Ore 9:57 sembra che ce l'abbiamo fatta a partire ora spero di riuscire a prendere in tempo la navett. 

Pubblico questo post a distanza di giorni per mancanza di tempo e, in questo casa, di connessione. Alla fine navetta presa in tempo!
 
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Stupidità umana



I cuccioli non ci sono più. Non sappiamo che fine abbiano fatto e, sopratutto, non lo sa la loro mamma.

La settimana scorsa la gatta aveva deciso di spostare i cuccioli, forse non li riteneva abbastanza al sicuro, e con non poca fatica li aveva portati nel giardino di una vicina (che odia qualsiasi tipo di forma animale). La suddetta vicina non è stata in casa per qualche giorno - e fin qui tutto ok- ma quando  è tornata e i micini sono spariti. Da casa mia io non vedo il giardino della vicina , quindi non mi ero accorta di nulla fino a quando questa mattina non ho visto che la gatta è entrata in casa con le mammelle super gonfie, continuando a miangolare instentemente.
Non si da un attimo di pace, continua a camminare e miagolare. Questa mattina poi l'ho trovata seduta davanti alla cuccia del cane, posto in cui un paio di settimane fa avevamo messo i cuccioli in modo che stessero protetti dal sole e dalla pioggia.
E' straziante vederla così.
Purtroppo qualsiasi fine abbiano fatto non possono sopravvivere dei cuccioli di meno di un mese senza la loro mamma ad accudirli.

Io ancora non ci credo che possa essere vero.

Non c'è proprio limite alla stupidità umana. 
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Più che una biologa sembro una psicopatica



La prima settimana di tirocinio è andata.
I primi giorni ho seriamente pensato che non ci avrei mai capito nulla, mentre ora piano piano  ci sto prendendo la mano.
Nel resto del tempo credevo di poter fare milletrecentocinquantacinque cose e invece, niente, anche se esco da lì alle quattro e mezza, quando salgo sul treno sono distrutta e continuo solo a pensare a quando vedrò il letto per buttarmici sopra.
Che poi l'altro giorno per caso ho fatto un conto e ho realizzato che lavoro comunque sette ore con una mini pausa pranzo di, boh, saranno 20 minuti. Per non contare le due ore di treno più i ritardi (che non sono "eventuali" ma sono la prassi).
Niente torno distrutta e non so ancora per quanto tempo sarà così.

Stasera finalmente torna Riky e davvero non vedevo l'ora, spero he anche con la sua presenza qui le mie giornate saranno un po' più leggere. 


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ma dove sono finita?



Ed anche questo nuovo tirocinio è iniziato.
Si cresce, un altro po'.

 Giovedì sono andata a conoscere Chiara, la ragazza che mi farà da tutor e mi seguirà in tutto il progetto. Mi ha spiegato un po' come sarà svolto tutto il lavoro, cosa ci sarà da fare da subito, e cosa ci si aspetta di avere alla fine.

C'è tanto da lavorare e questa cosa mi stimola tantissimo a fare il massimo.
Da lunedì si inizia a fare sul serio.

Ma, per una cosa che mi gasa tantissimo ce n'è un'altra che davvero mi ha demoralizzato, i trasporti.

Partiamo dall'inizio: ho preso il mio bel trenino da Campbasso e sono arrivata ad Iseria. Una volta arrivata per capire da dove partisse la navetta e dove comprare il biglietto già è stata un'esperienza mistica , con la gente che ti risponde che non sa assolutamente niente e un unico bar che ha queste informazioni e vende i biglietti.
Una volta trovati i biglietti, capisco che le mie ricerche fatte nei giorni precedenti per gli orari erano giuste - povera illusa che credevi ci fosse un'errore - non c'è coincidenza tra il treno e la navetta che porta all'università. L'ho aspettata un'ora nel bel mezzo del nulla all'andata. A ritorno invece, per una grandissima botta de culo , l'ho trovata giusto fuori alla facoltà che stava ripartendo. ovviamente sulla navetta non è possibile fare il biglietto - e che te lo dico a fa' - e se non te lo sei procurato all'andata lì non c'è odo di farlo. Bene, l'autista mi dice che se non ho un biglietto con me, lo comprerò una volta arrivata in città (cioè dovrei comprare il biglietto dopo essere scesa dal bus? e che senso ha? mica poi dico all'autista di aspettarmi per convalidarlo. Boh, le sue parole non hanno senso quindi gli dico ok e le ignoro totalmente.
Nei giorni prima cercando gli orari di questa fantomatica navetta  avevo trovato solo il percorso e gli orari di andata e da nessuna parte quelli di ritorno. Chiedendo a qualcuno della zon,a mi era stata data una risposta vaga quasi quanto quella dell'autita del bus, ovvero che gli orari erano quelli anche per il ritorno. - Qualcosa non quadra (ignoro anche stavolta) - Solo dopo essermi messa sul bus del ritorno capisco: l'autobus fa un giro circolare e passa per le fermate solo in un senso e non nell'altro quindi io per ritornare in stazione ho dovuto faretutto il giro, passando per superstrada, strade di campagna e tutto il centro cittadino (fortuna che sia un buco) - Il mio mal d'auto ringrazia -
Ad un certo punto riconosco la strada da cui ero partita all'andata, bene, ci siamo. Arrivo in stazione e, ok un altra ora di attesa. Biglietteria ovviamente chiusa, quidi nessuno a cui poter chiedere informazione. Panchine zero. La sala d'attesa aveva un mini saletta con tre seggiolini rotti , inutilizzabili perchè cascavano a terra, una grandissima puzza di fumo e lo schermo che indica i treni in arrivo, rotto. Ottimo. Vabè rassegnata mi siedo in un bar, che a chiamarlo bar gli ho fatto un grandissimo complimento. Ottimo.
Per fortuna dopo un'ora arriva il treno che parte con undici minuti di ritardo, senza alcun motivo apparente, ma questo è il minimo.

Per fortuna da lunedì mi darà un passaggio Chiara e almeno tutta la parte assurda con la navetta e le attese interminabili potrò saltarla.

#thinkpositive, Gente.


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