WEEKEND TUTTO IN FAMIGLIA



Durante questo ponte (che poi per me è stato un normalissimo weekend) i miei sono saliti a Firenze per farsi 3-4 giorni di vacanza e così anche io e mio fratello li abbiamo raggiunti.
Per me firenze è sempre stata una città magica, ogni volta che cammino per le suo strade mi sento trasportata nel Rinascimento ed inizio ad immaginare le persone con i vestiti dell'epoca, artisti ad ogni angolo e un clima sereno.
Credo riesca a far amare l'arte e a far rimanere incantato di fronte le sue opere anche il peggior conoscitore della storia dell'arte.
Unica grande pecca dal mio punto di vista, ma inevitabile, è la mole enorme di turisti che trovi in ogni periodo dell'anno.

Abbiamo visitato il "Museo del Novecento", un museo che ti catapulta nel secolo scorso e ti fa ripercorrere a ritroso quegli anni tra i vari stili artistici che si sono susseguiti e che rispecchiavano il periodo storico che stavano vivendo.
Per il resto della giornata, dopo aver pranzato al "Mercato Centrale" nel quale al piano di sopra, completamente ristrutturato, si trovano una serie di localini dove prendere da mangiare, abbiamo passeggiato per le strade della città, tra le bancarelle del mercato di San Lorenzo e vicoletti vari.
E' stata anche l'occasione per conoscere la ragazza di mio fratello, finalmente. La prima impressione è stata quella di una ragazza molto semplice e simpatica e spero ci sia modo al più presto di approfondire questa conoscenza, anche perchè sono curiosissima di conoscere Pillo, il suo porcellino d'india :)
Ieri poi i miei mi hanno riaccompagnato in camper a Bologna con l'idea di passare a vedere la mostra di Escher che poi abbiamo dovuto saltare poichè si era fatto troppo tardi.
Nel pomeriggio avevo una voglia di vivere che mi ha portato a passare un paio d'ore stesa sul letto e leggere (e terminare) il libro scritto da mio cugino. Anche se all'inizio può sembrare la storia di un rgazzo superficialotto, una tipica storia di uno studente furoiserde che vuole solo divestirsi, continua poi con una storia che tormenta interiormente il protagonista ed anche il lettore per poi avere un finale tragico e romantico.
Come mi accade spesso per film e libri, anche questa volta sono finita apiangere come una fontana, ma non è tanto il pianto quanto la sensazione di angoscia che mi è rimasta attaccata addosso per ore.
Poi vabe, si sa che il diario è un genere che mi è sempre piaciuto, non per niente ho scelto di aprire questo blog e passo le ore a leggere blog personali di altre persone che sono per me perfetti sconosciuti ma che con il tempo inizio a sentire quasi degli amici lontani, anche se non ci siamo mai scambiati 4 parole..la stessa cosa accade con i libri, ti fanno diventare intimo amico di persone che neppure esistono.

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