Una dolce storia..

Mi ero appena displomata e stavo per fare delle scelte molto importanti della mia vita: trasferirmi in una nuova città, andare a vivere da sola e scegliere la facoltà che mi avrebbe portato a trovare il lavoro della mia vita.
Un periodo pieno di cambiamenti, di emozione, di irrequietezza, ma anche con un po' di paura per tutto ciò che stava per cambiare.
E' stato in quei giorni che l'ho conosciuto.
Dovevo trasferirmi a Bologna ed un'amica in comune ci presentò poichè, vivendo lui già in quella città, avrebbe potuto darmi qualche consiglio.
Lui capelli castani, occhi castani, mi sembra avesse una camicia bianca quella sera. Un bel tipo. Studiava matematica  ed io uscivo da cinque anni di odio profondo verso quella materia. Poi un aìmatematico, classica idea del secchioncello precisino e un po' palloso. No, decisamente non poteva essere il tipo per me.
Quella sera non parlammo molto, però lui, al contrario delle mie aspettative sin da subito si mostrò gentile, molto socievole e simpatico.
Una volta trasferitami a Bologna lo contattai perchè la mia amica sarebbbe venuta a trovarmi e mi faceva piacere passare una serata tutti insieme, inoltre mi faceva piacere iniziare a fare amicizia con qualcuno in una città che per me era ancora un posto totalmente estraneo.
Dopo questa sera seguirono mesi in cui ci vedevamo ogni weekend, in cui passavamo lunghe serate a chiacchierare, ridere, divertirci. Ogni volta che gli proponevo di passare a casa mia per un caffè, una pizza, o anche solo per passare del tempo, lui arrivava e ne iniziò una bellissima amicizia.
Man mano con il passare dei giorni, però, mi accorgevo che quella che per me stava diventando un'amicizia sempre più forte, per lui si stava trasformando in qualcosa di più. Ma, forse per egoismo, o forse anche per la poca fiducia che ho in me stessa, feci finta di niente.
Così fino a dicembre.
Arrivarono le vacanze di Natale e tornammo entrambi a casa. In quei giorni continuammo a sentirci, fino al 30 dicembre giorno in cui decisi di chiedergli se ci sfosse qualcosa di più di un'amicizia da parte sua, sicura che la risposta sarebbe stata no, e invece...
 La sua risposta mi spiazzò totalmente. Pensai che se era arrivato a rispondermi sinceramente forse la cosa era davvero arrivata molto più oltre di quanto io non avessi capito.
Gli dissi subito che le mie inzenzioni non erano le stesse piochè io in quel periodo ero fidanzata con un altro ragazzo, ma iniziai a capire in quello stesso momento che forse i sentimenti stavano cambiando anche da parte mia perchè non riuscivo ad immaginare di allontanarmi da lui.
Quella sera casualmente ci incontrammo, per la prima volta dopo tanti mesi il suo saluto fu freddo e distaccato ed io non riuscivo a darmene pace.
La sera dopo, come deciso qualche giorno prima, dopo la mezzanotte ci incontrammo con lui ed altri amici per festeggiare insieme l'inizio del nuovo anno.
La freddezza della sera prima era stata messa da parte, complice la serata allegra e un po' di alcol.
Passammo quella notte sempre insieme, tra qualche bevuta e qualche ballo. Ad un certo punto ci spostammo in macchina. Lui provò a baciarmi ed io mi spostai. Avrei tanto voluto baciarlo in quel momento ma sapevo che qual bacio avrebbe rovitato tutto. Lui si sarebbe sentito illuso,ed io, una stronza. Passammo molto tempo in quella macchina abbracciati, senza parlare, i nostri sguardi e i nostri gesti parlavano per noi.
La mattina dopo tornata a casa mi infilai a letto e qualche secondo dopo mi arrivò un suo messaggio:
"Sei la persona più dolce del mondo".
Mi crollò il mondo addosso. Sapevo di averlo illuso, sapevo che gli avrei fatto passare giorni infernali e ci tenevo troppo a lui per farlo soffrire tanto. Passammo i giorni seguenti a vederci  e sentirci, cercando di parlare, di trovare una soluzione a qualcosa che vie di mezzo non ne prevedeva. Arrivammo così fino al 7 gennaio, giorno in cui dovevo partire per tornare a bologna. Ricordo alla perfezione la conversazione che avevamo avuto la sera prima e la conversazione che avemmo quella mattina. Decidemmo di non sentirci e non vederci mai più.
Non so quante lacrime ho versato in quei giorni, e così, con gli occhi pieni di lacrime tornai a Bologna.
Passò qualche giorno di silenzio, poi, l'undici mi scrisse che era tornato anche lui e che avremmo potuto vederci, che sarebbe potuto passare a casa mia per salutarmi. Fui felicissima di quella notizia, ma poi.. lui era freddo, distaccato, non potevo sedermi accanto a lui altrimenti si spostava. Passaò qualche ora così poi se ne andò. Lo accompagnai aull'uscio e lì, finalmente, mi abbraccio per salutarmi, poi entrò in ascensore lasciando che la porta gli si chiudesse alle spalle. Gli corsi dietro e gli diedi un bacio sulla guancia. Gli sfiorai le labbra. Non voleva essere un bacio sulla guancia.
Tornato a casa e mi contattò. Quella sera la ricodo come se fosse ieri. Parlammo per ore attraverso il computer. Parlavamo e piangevamo entrambi. Mi dedicò una canzone. La ascoltavo a ripetizione e piagevo.
Dopo parecchie ore che eravamo lì a parlare si era fatta mezzanotte, forse qualcosa di più e lui mi disse che voleva venire a casa mia.
Non ebbi dubbi.
"vieni!" gli risposi.
Avevo capito benissimo che quella volta non potevo più spezzargli il cuore. Quella volta sarebbe stato "ora o mai più". Così insistetti.
Nel giro di un minuto lui sparì. Non sapevo più dove fosse. Non mi rispondeva più.
Dopo una ventina di minuti suonò al citofono. Gli aprì. Il cuore batteva fortissimo. Appena lo vidi iniziammo a baciarci. Tutto intorno a noi non contava più nulla.
Da quel momento tutto intorno a noi non contava più nulla.
Dal quel momento "la zattera ha iniziato a volare".

Da quel giorno sono passati 5 magnifici anni.
Grazie.


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